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Se dovessimo identificare l’autunno con un frutto non potremmo che pensare alla castagna, simbolo per eccellenza di una stagione dell’anno particolarmente affascinante per i colori e profumi intensi. La castagna, assieme ai funghi, è il dono più rappresentativo e prezioso che l’autunno ci offre tra settembre e dicembre e chi ha la fortuna di poter andare per boschi o passeggiare nei castagneti di collina, avrà anche l’occasione di trascorre qualche ora immerso nei colori di una Natura che inizia ad assopirsi prima del lungo letargo invernale.

Per la precisione la castagna è un achenio, non un frutto secco, che a seconda della specie può assumere forme, colori e dimensioni diverse. Generalmente, le castagne raggiungono la maturazione ottimale da metà settembre in avanti, quando dagli alberi di castagno iniziano a cascare i caratteristici ‘ricci’ contenenti mediamente tre frutti: secondo un antico detto, le 3 castagne del riccio erano destinate ‘una al padrone, una al contadino e una ai poveri’.

Povere di grassi, facili da digerire ed estremamente nutrienti, le castagne devono essere raccolte giornalmente e consumate con una certa velocità dal momento che tendono a marcire facilmente. Ciononostante, conservate in frigo possono mantenersi integre anche per un anno.

Per portarsi a casa un cesto di castagne da godersi nel tepore domestico, magari  accompagnandole con un buon bicchiere di vino novello, è necessario seguire alcune regole in grado di evitarci spiacevoli ‘inconvenienti’.

  1. Per prima cosa accertatevi che il bosco o il castagneto in  cui state per addentrarvi non sia di proprietà privata e controllate i limiti imposti dalla Regione per la raccolta: nella maggior parte dei casi non si possono superare i 2 kg al giorno per persona.
  2. Munirsi di scarponcini e guanti da lavoro comodi e robusti. Per raccogliere le castagne, infatti, occorre percorrere sentieri piuttosto scoscesi e tortuosi, resi insidiosi e sdrucciolevoli dalle foglie del castagno depositate in terra con i ricci. Senza un paio di scarponcini adatti a questo tipo di terreni la vostra passeggiata potrebbe trasformarsi in una dolorosa esperienza per ginocchia e caviglie. Stesso discorso per i guanti (meglio se di pelle o cuoio) che devono consentirvi di aprire agevolmente gli spinosissimi ricci senza ferirvi.
  3. Riponete le castagne raccolte in un cestino di vimini o un sacco di juta. Evitate sacchetti di plastica o altri materiali che non  consentano la giusta traspirazione.
  4. Controllate sempre che le castagne non presentino fori o ammaccature. Nella maggior parte dei casi le castagne forate sono state intaccate da un verme. La castagna perfetta per essere raccolta e consumata è turgida, soda, ha una buccia liscia e uniforme e non presenta zone ‘vuote’ o ammaccature al tatto.
  5. Non affannatevi a staccare ricci ancora attaccati ai rami della pianta. Una volta maturi, i frutti cadono a terra spontaneamente mentre quelli ancora acerbi rimangono sull’albero, come Madre Natura insegna…
  6. Avvisate sempre qualcuno riferendo il luogo che intendete visitare e il percorso scelto. La prudenza non è mai troppa! Meglio andar per castagne assieme ad amici o alla famiglia.
  7. Attenzione alle zecche che spesso possono nascondersi nei terreni pieni di erbe alte e felci. Vestitevi con pantaloni e calzettoni lunghi e una volta a casa ‘ispezionate’ per bene ogni piega della pelle. Se doveste trovarvi una zecca addosso, non abbiate paura, appoggiatevi un batuffolo imbevuto d’alcool e dopo poco la bestiolina cadrà da sola perché ‘inebriata’. Non tentate di staccarla con le pinzette, potrebbe lasciare le zampette attaccate alla pelle e vi farebbe infezione.

fonte: http://www.tuttogreen.it/come-raccogliere-le-castagne/

Andar per castagne

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